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Risarcimento danni da infezioni ospedaliere

Contenuto a cura
dell'Avv. Marco Gaetano Malara
Data creazione: 26 Apr 2019
Data ultima modifica: 26 Apr 2019

Tra paziente e struttura sanitaria, al momento del ricovero, si instaura un contratto di prestazioni d’opera atipico di spedalità, a prestazioni corrispettive, che si concretizza nella prestazione in favore del paziente di quelle cure mediche grazie a tutto il personale medico e paramedico, all'assistenza e vigilanza perenne, alla somministrazione di medicinali e alla sottoposizione di tutti gli esami clinici necessari per la cura del malato. Il predetto contratto di prestazioni, a fronte anche di un pagamento di un ticket, ricomprende tutte quelle prestazioni tipo alberghiero, quali il vitto e l’alloggio del paziente.

Può capitare che, durante la degenza, il paziente ricoverato contragga delle infezioni cd. Nosocomiali – la più comune deriva dallo streptococco - a causa di alcuni agenti patogeni presenti presso il reparto di ricovero o presso la sala operatoria: il paziente pertanto contrae l’infezione durante il ricovero, poiché ne era immune al suo ingresso. Tali infezioni, in linea generale, possono insorgere, magari anche dopo il ricovero, in pazienti che abbiano una difesa immunitaria più bassa rispetto al normale per il proprio stato patologico o per la scarsa igiene della struttura sanitaria.

La contaminazione del paziente avviene per la non adeguata sanificazione degli ambienti e/o degli strumenti necessari per la cura del paziente ovvero per la non corretta profilassi antibiotica resa al malato, prima, durante o dopo il ricovero. Per il Ministero della salute, l’infezione ospedaliera è la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria: per tale prevedibilità, l’insorgenza di eventuali infezioni viene comunque resa nota anche nel consenso informato che viene sottoposto al paziente. Al fine di ovviare a tale insorgenza patologica, sono stati predisposti presso le strutture sanitarie degli screening preventivi e successivi al ricovero per la migliore assistenza del paziente.

Comunque, il malato - che contragga una infezione o comunque che la propria originaria patologia si aggravi per la contrazione dell’infezione nosocomiale - ha la possibilità di richiedere un risarcimento per il danno subito, in forza del richiamato contratto di spedalità, dimostrando di aver contratto l’infezione durante la propria degenza. Il termine prescrizionale è di anni 10 nei confronti della struttura e di anni 5 nei confronti del sanitario. La struttura, sul piano probatorio, dovrà dimostrare di aver provveduto a porre tutti i rimedi sanitari per evitare il contagio.


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