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Il codice antimafia e la 231/01

Contenuto a cura
dell'Avv. Marco Gaetano Malara
Data creazione: 20 Feb 2020
Data ultima modifica: 20 Feb 2020

 

 

         Il decreto 159/2011 ha regolamentato le norme antimafia e le misure di prevenzione, nonché ha introdotto nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia.

         Nel momento in cui una azienda viene sottoposta a misure di prevenzione reali – che permettono di arginare e/o fermare reati contro l’azienda o contro il modello organizzativo ritenuto efficace dell’azienda stessa -, l’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale ha diversi obblighi giuridici imposti proprio dal richiamato decreto anche al fine di mantenere l’azienda e renderla efficiente come sotto la gestione del “proprietario”, colpito dalla misura indiziaria.

         A fronte delle diverse attività che l’amministratore ha l’obbligo di porre in essere in tutela dell’azienda vi è anche il rispetto della normativa prevista del decreto 231/01 - la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle associazioni, che disciplina la repressione dell’attività delittuosa posta in diretto vantaggio dell’azienda stessa o in elusione di un modello organizzativo non efficace per l’azienda stessa.

         L’amministratore giudiziario ha dunque, tra l’altro, il compito di porre in sicurezza l’attività aziendale, provvedendo a dotarla del modello organizzativo migliore ovvero di revisionare l’eventuale modello organizzativo presente al fine di evitare la commissione di reati od ulteriori reati contemplati dalla 231; deve prevedere i rischi legati alla commissione di specifici reati, studiando la geografia aziendale con l’adozione di specifiche norme comportamentali o di autodisciplina e delle conseguenti sanzioni; adottare tutte le misure a tutela del cd whistleblower; garantire a tutti i lavoratori il medesimo trattamento di controllo e sanzionatorio.

         Nello specifico, nel corso del 2017 per il tramite del decreto 161, sono state apportate delle modifiche all’originario decreto 231, introducendo l’obbligo per il Tribunale che ha disposto la misura patrimoniale di imporre alle aziende sottoposte alla misura di prevenzione, per il tramite dell’amministratore nominato, di adottare tutte le misure organizzative, di gestione e controllo, qualora previste ed assolutamente necessarie per la gestione, imposte dalla 231/01.

         Nel contempo si è previsto, che oltre alla lunga serie di reati contemplati nel corpo della 231/01, si inseriscano alcuni delitti ripresi dal Testo unico dell’immigrazione, in modo tale che le aziende possano contrastare il traffico illecito di soggetti stranieri e l’eventuale vietata permanenza di tutti coloro che non siano in regola con le norme sul soggiorno.

Pertanto in tale ottica, si deve adottare, in ossequio al codice antimafia, non solamente un modello organizzativo che preveda qualsiasi rischio relativo alla gestione aziendale al fine di prevenire tutte le ipotesi previste dal codice antimafia ma anche dotare l’azienda di un preparato organismo di vigilanza – anche esterno all’azienda - volto al controllo, in maniera preventiva, di tutta l’attività di impresa al fine di scongiurare l’adozione dei provvedimenti sanzionatori previsti dalla 231.


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