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Camorra: l'omicidio Marino

Contenuto a cura
dell'Avv. Fabrizio Gallo
Data creazione: 23 Oct 2018
Data ultima modifica: 14 Nov 2018

Il 23 agosto del 2012 sulla spiaggia di Terracina proprio di fronte ad uno stabilimento balneare, veniva ucciso Gaetano Marino presunto Boss della Camorra alle “case celesti”.

Le indagini si concentravano su di un soggetto presente con lui proprio in quel momento, Raffaele Iavazzi indagato da subito ed accusato di aver fatto da specchiettista al clan rivale per favorire l’omicidio di Gaetano Marino tanto che,  nel mese di febbraio del successivo anno, veniva arrestato con la tremenda accusa di aver fatto parte del commando che uccise il ras delle case celesti.

Conseguentemente a quella pesante accusa si abbatteva come una scure sulla testa di Iavazzi il suo licenziamento immediato per il clamore che tale fatto suscitò nella città di Napoli visti i tanti quotidiani che riportavano la notizia.

Affidatosi alla difesa dell’Avv. Fabrizio Gallo iniziava il lungo lavoro per dimostrare la sua estraneità, infatti con un certosino lavoro, lo studio ricostruiva attentamente le fasi dell’omicidio arrivando alla conclusione che lo Iavazzi era completamente estraneo ai fatti e quindi non avrebbe mai potuto favorire i soggetti del clan avverso.

Dopo un lungo processo svoltosi presso il Tribunale di Latina Iavazzi Raffaele veniva assolto con formula piena per non aver commesso il fatto e lo stesso,  dopo la definitività di quella sentenza, poteva far rientro al lavoro come impiegato di una ditta di pulizie all’interno di un ospedale napoletano iniziando a vivere quasi serenamente.


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