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Processo Mafia Capitale

Contenuto a cura
dell'Avv. Fabrizio Gallo
Data creazione: 23 Oct 2018
Data ultima modifica: 14 Nov 2018

Nel dicembre del 2014 si abbatte un ciclone sulla Capitale: giornalisticamente e processualmente viene definito il processo del secolo, “Mafia Capitale”. Per la prima volta a Roma si sostiene potesse esistere e configurarsi una mafia anche se diversa e nuova rispetto a quelle convenzionalmente denominate: la malavita incontra la politica e così alla sbarra vengono giudicati criminali e politici.

Il capo di tale organizzazione è individuato in Massimo Carminati e subito vicino a lui Brugia Riccardo - suo storico amico - e Buzzi Salvatore il cosiddetto “Ras delle cooperative”.

A seguire lo “spezza pollici” di Carminati tale Calvio Matteo e il proprietario del distributore di Corso Francia, definita la sede operativa del Clan: entrambi si rivolgevano al penalista avv. Fabrizio Gallo per essere difesi da tale pesante accusa.

Dopo un lunghissimo dibattimento durato due anni con più di trecento udienze, il Tribunale di Roma sez. 10 escludeva che quella associazione di persone potesse essere definita Mafia e quindi condannava tutti gli imputati a pene, seppur severe, ma senza l’art. 416 bis c.p.p.: tale decisione provocava quasi tutte le scarcerazioni, comprese per i difesi dello studio Legale Gallo.

Al processo di II grado la Corte di Appello di Roma sez. 3 ribaltava il giudizio di primo grado e nonostante la riduzione di pena per alcuni imputati in ragione della applicazione delle attenuanti generiche negate dal giudice di prime cure, applicava l’art. 416 bis c.p.p. facendo divenire quella associazione semplice una associazione di stampo mafioso così denominata, adesso e propriamente, “Mafia Capitale”.


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