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Scandalo Roma Capitale

Contenuto a cura
dell'Avv. Fabrizio Gallo
Data creazione: 01 Jun 2021
Data ultima modifica: 01 Jun 2021

Frode al fisco da 80 milioni di euro. Con questa accusa la Procura di Roma contestava tali reati nei confronti dell'ex vicepresidente del consiglio comunale di Roma, Samuele Piccolo, ed altre 57 persone che ora rischiano il rinvio a giudizio per l'accusa di associazione a delinquere e finanziamento illecito ai partiti.

I pubblici Ministeri della Procura di Roma, dopo attente e lunghe indagini hanno firmato l'atto di chiusura delle indagini preliminari, un atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio per gli imputati per essere giudicati innanzi al Tribunale di Roma per accertare le loro responsabilità.

Oltre a Piccolo, ex mister preferenze del Pdl romano eletto al Campidoglio con oltre 100mila voti, anche il padre Raffaele e il fratello Massimo, ritenuti dagli inquirenti le menti della presunta frode. Gli arresti avvennero nel luglio 2012 e secondo la Procura il "gruppo" Piccolo attraverso 60 società avrebbe creato finti crediti Iva e dirottato i fondi drenati al fisco all'attività politica del vicepresidente del consiglio comunale. Sono tre gli episodi di finanziamento illecito di cui deve rispondere l'ex vice presidente del Consiglio Comunale, dimessosi dopo l'avvio dell'inchiesta da consigliere comunale.

Nel processo anche alcuni anziani che venivano reclutati da persone vicino agli imputati principali che con artifizi e raggiri venivano messi a capo di società cooperative che producevano crediti IVA ed acquistavano beni che non vennero ritrovati e quindi acquistati fittiziamente.


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